di Mario Cappelletti
AMISSAO LIMA 

AMISSAO LIMA

Amissão Lima nasce nel 1958 a Calequisse, Guinea Bissau ed oltre alle tradizioni proprie della sua gente, porta pure con sé i residui culturali della dominazione portoghese connotati anche dal nome e cognome tipicamente lusitani.
Artista precocissimo, impasta la creta rubata ai termitai e modella pupazzi di piccole dimensioni, a metà strada tra spiriti maligni della foresta e ritratti di amici e compagni. Più tardi copia Madonne presso la scuola missionaria che inizia a frequentare. Verso la prima metà degli anni '70, realizza sculture in materiali diversi, tratte da foto dei combattenti caduti per la libertà del proprio paese. In seguito frequenta la scuola media e quella serale di Arti e Mestieri ed ha occasione di conoscere il pittore portoghese Augusto Trigo che, oltre ai consigli, gli dona alcuni colori ad olio, favorendo in questo modo la sua trasformazione da scultore in pittore.
Dopo una breve parentesi a Lisbona, Amissão giunge in Italia, in provincia di Ravenna ove frequenta l'Accademia di Belle Arti sotto la guida di Umberto Folli. Da quel momento inizia la sua carriera artistica, a tutt'oggi pienamente in atto. La sua pittura si arricchisce di importanti contenuti tecnici e plastici, il colore si smorza e si fa più raffinato e meditato. L'artista si accosta ai modi del suo maestro senza tuttavia coglierli ancora per intero. Nelle opere di quel periodo infatti persistono richiami narrativi ed arcaismi rappresentativi che non riescono a confluire senza danni nello schematismo compositivo e tonale quasi ascetico del credo folliano.
La necessità, per altro avvertita, di sganciarsi da questi residui onde poter intraprendere un percorso più moderno e personale, ha costretto l'artista ad abbandonare la minuzia realisticamente rappresentativa dell'oggetto, trasformando radicalmente l'approccio al medesimo. Questo processo, faticoso e non esente da sofferenze, ha comportato una svolta di tipo espressionista che ha semplificato e potenziato l'immagine rappresentata. Nell'ultimo decennio la sua pittura, pur oscillando senza danno tra sintesi formale ed astrazione, ha raggiunto eccellenti livelli di personalissima qualità che ne fanno un linguaggio di facile intuizione, di considerevole spessore artistico e di acuta sensibilità interpretativa. Amissão Lima, al di là dei soggetti che ritrae con quei colori dalle tinte sgretolate, impastati con la polvere ocra del suo villaggio natale, produce forme che paiono logorate dalla sola fatica di essere rappresentate e inducono un senso di pacata e insolubile malinconia.
E' un pittore del tempo, di quella striscia ruvida lungo la quale, assieme alla nostra vita, tutto si consuma. Di quel tempo a cui nulla può opporsi, neppure la nostra memoria che ne viene sempre irrimediabilmente ed affettuosamente tradita.
Carlo Polgrossi

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