di Mario Cappelletti
PAOLO MONACO 

PAOLO MONACO

Nato a Roma nel Luglio 1952, attualmente risiede a Perugia.
Affianca, in maniera non continuativa per motivi di tempo e di impegno nella Ricerca, la pittura e la grafica alla sua attività di Geologo a tempo pieno come Ricercatore Universitario presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Perugia. Anche nelle Belle Arti ha svolto un certo grado di ricerca, fin da cui principalmente tavole a china con tempera (anni ’70), e poi acquarello, pastello, olio, acrilico e penna-inchiostro (fino ad oggi). Recentemente, si è dedicato contemporaneamente alla pittura e alla computer grafica (bidimensionale e tridimensionale, e, subordinatamente, anche all’elaborazione fotografica), settore a cui si è indirizzato con grande passione in questi ultimissimi anni (dal 1999). La tecnica espressiva intrapresa più di recente si propone di unire, percorso difficile da coniugare ma assai stimolante, pittura tradizionale e computer grafica. Questo avviene con l’utilizzo prevalente (ma non solo) di Painter, programma dedicato al disegno pittorico artistico che l’artista utilizza e sperimenta per associare grafica bidimensionale a composizioni tridimensionali precedentemente realizzate ed ispiratrici dell’argomento scelto, associato con interventi importanti ad acrilico e foglia d’oro. Si interessa inoltre di fotografia, come opere a sé stanti o inserendo le proprie immagini nelle composizioni pittoriche. Tale percorso creativo, dal 2000 ad oggi, si traduce nel meta figurativo (figurativo in trasformazione) che tende a produrre una dislocazione degli elementi raffigurati. Tra i soggetti attualmente più ricercati dall’autore figura al centro dell’opera un gallo, di solito inserito in un paesaggio dislocato (o meta paesaggio, ovvero in trasformazione) con oggetti in metallo. Il gallo immerso in un meta paesaggio contornato da metalloggetti rappresenta la natura che si rinnova nelle stagioni e nella quotidianità (il gallo annuncia il giorno), mentre i metalloggetti in primo piano modellati in 3D dall’autore rappresentano artefatti metallici che sono stati plasmati all’origine, mentre ora arrugginiscono con il trascorrere del tempo. Sono opere dell’uomo che si tramandano ma senza rinnovarsi mai. E’ dunque una contrapposizione tra il mutamento quotidiano e vitale e l’immutabilità, il tempo che fu, l’operatività che è trascorsa ed è stata forse anche dimenticata. La ruggine comunque non è negativa ma è segno di vita vissuta, e la sua patina è amica e misteriosa. L’autore ha partecipato a diverse mostre collettive e personali, con premi e riconoscimenti a concorsi di pittura, pubblicando alcuni suoi lavori. Diverse sue immagini e dipinti si trovano in collezioni private in Italia e all’estero (Spagna e Nuova Zelanda).

LA BOTTEGA - Via Ferruccio 34/36 - 53011 Castellina in Chianti - (Siena) - Italy - tel. 0577.740980 - 738618 - E-mail mario@tuscanantiques.com
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